”paginesi”/
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Gli artisti

 

della 7ettanta6ei Gallery

 
 
 
 
 
 
 
 
iStock-485978959
 

 

Ciro Palumbo

 
 
 
 
Ciro Palumbo Nato a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico prende l’avvio dalla poetica della scuola Metafisica di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, per reinventarne tuttavia i fondamenti secondo un’interpretazione personale del tutto originale. Nella sua ricerca procede attraverso momenti di contemplazione e silenzi metafisici, a cui si contrappongono espressività notturne e intimamente travagliate, dove si respira netto il distacco dall’immobilità silente che abita le tele del Pictor Optimus. Le sue opere si presentano dunque come palcoscenici in cui gli oggetti presenti sono portatori di simbologie oniriche. Ciro Palumbo non è solo un pittore, ma di fatto un poeta che riflette, agisce e compone per coniugare metafore sull’inafferrabilità del tempo e l’incommensurabilità dello spazio, mostrando quindi la sua capacità di approfondire l’osservazione non tanto della natura, quanto delle impressioni immaginifiche che provengono dalla memoria. Curioso ricercatore e studioso, lavora da qualche anno anche sul tema del Mito, interpretando la mitologia classica in chiave squisitamente moderna, e dandone una lettura profondamente colta e suggestiva. L’artista riesce dunque a sublimare e contestualizzare i miti antichi in spazi al di fuori del tempo, dimostrando la loro contemporaneità.

La sua formazione di grafico pubblicitario lo porta ad esercitare per anni la professione di Art Director in Agenzie pubblicitarie di Torino. È durante questo percorso che scopre ed amplia le sue capacità visive e compositive. Successivamente, l’esperienza in una moderna bottega d’arte e la conoscenza di alcuni Maestri contemporanei, lo conducono ad approfondire la tecnica della pittura ad olio con velatura. Negli ultimi anni l’artista si dedica con successo anche alla scultura donando tridimensionalità, attraverso la terracotta, ai topos della sua poetica.

Palumbo inizia la sua attività espositiva nel 1994, e ha al proprio attivo un centinaio di mostre personali in tutta Italia. Nel 2011 ha partecipato alla 54a Biennale di Venezia, padiglione Piemonte.

Tra le esposizioni internazionali sono da segnalare la presenza all’Artexpo di New York, al Context Art Miami, le mostre personali a Providence (USA) e in Svizzera a Bellinzona. Alcune opere di Palumbo sono presenti all’interno della collezione della “Fondazione Credito Bergamasco”, presso la “Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino” di Monreale (Pa), al Museo MACIST di Biella, al Palazzo della Cultura e al MACS di Catania. Hanno scritto della sua produzione artistica Angelo Crespi, Alberto Agazzani, Flaminio Gualdoni, Alessandra Redaelli, Aldo Nove, Ivan Quaroni, Luca Nannipieri, Roberto Capitanio, Angelo Mistrangelo, Tommaso Paloscia, Alessandra Frosini, Alberto D’Atanasio, Stefania Bison, Francesca Bogliolo, Paolo Levi, Vittorio Sgarbi. Le sue opere sono pubblicate su importanti annuari e riviste di settore, inoltre alcuni dipinti si trovano all’interno di collezioni istituzionali e private in Italia e all’estero.
Attualmente vive e lavora a Torino.

Mostre ed eventi più recenti:

Mostre personali

Rinascenza. Un risveglio per l’anima / 7ettanta6ei Gallery, Milano / 2019

La pittura. Una finzione vera / Castello Baronale di Minturno (Lt) (organizzata da Cristiano Art Gallery) / 2019

Homo Viator. Il poeta visionario / Presso Stadio di Domiziano, Roma
(organizzata da Canova Arte, Roma / con rappresentazione della pièce teatrale ispirata all’Homo Viator, scritta e interpretata da PierGiuseppe Francione ) /2019

Rinascenza. Un risveglio per l’anima (all’interno della collettiva “Risvegli”) / presso Museo civico di Palazzo della Penna, Perugia (organizzata da Michela Lupi e Antonello Turchetti / in collaborazione con 7ettanta6ei Art, Milano) / 2019

The strenght of gods and heroes. La forza degli dei e degli eroi a cura di Angelo Crespi / Presso: ST ART, Mondadori Megastore, Milano - Stadio di Domiziano, Roma / 2018

Palumbo - Fellini. Immaginario surreale tra pittura e cinema (all’interno dell’Ischia Film Festival) / presso Carcere Borbonico del Castello Aragonese d’Ischia, Ischia (Na) (organizzata da 7ettanta6ei Art, Milano) / 2018

Rinascenza. La pittura, un segreto non ancora svelato / presso Palazzo Medici Riccardi, Sale Fabiani, Firenze
(organizzata da Riccardo Ferrucci in collaborazione con 7ettanta6ei Art, Milano) / 2018

Isole migranti a cura di Ivan Quaroni e Alessandra Redaelli / presso Palazzo della Cultura, Catania / 2017

Il volo del Poeta visionario con racconti in versi di Aldo Nove, a cura di Alessandra Redaelli
presso Sala Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana di Bari, Bari / 2016

Le Soglie dell’enigma a cura di Francesca Bogliolo / presso Galleria Il Forte Antichità, Forte dei Marmi (Lu) / 2016

Lo Spirito e la Carne a cura di Alessandra Redaelli / presso Galleria Biffi Arte, Piacenza / 2016

Homo Viator a cura di Flaminio Gualdoni, con testo di Riccardo Ferrucci / presso Museo Piaggio, Pontedera (Pi) / 2016

Sguardi eterni tra la terra e il cielo a cura di Alessandra Redaelli (organizzata dal MACS di Catania)
presso: MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile di Torino / Castello di Schisò, Giardini Naxos (Me)
Castello Carlo V, Monopoli (Ba) / 2015

I mulini di Dio a cura di Alessandra Frosini e Stefano Gagliardi (organizzata da ArToday Events, San Gimignano)
presso Ex Ospedale San Rocco, Matera / 2015

La solitudine di Prometeo / MACS Museo Arte Contemporanea Sicilia, Catania / 2014

I mulini di Dio a cura di Alberto Agazzani (organizzata dalla Galleria Gagliardi, San Gimignano)
presso Convento di Santo Spirito ex carceri, Nola (Na) / 2014

Affinità silenti. Giorgio de Chirico e Ciro Palumbo a cura di Paolo Levi (organizzata da Sangiorgio International)
presso Spazio Espositivo e Culturale della Società Bancaria Ticinese, Bellinzona, Svizzera / 2014

Metafisiche visioni a cura di Stefania Bison / presso Manni Art Gallery, Venezia Lido / 2013

Islands and journeys. The color of silence / presso Just Art - Contemporary Art Gallery, Providence (USA) / 2013

Viaggi, naufragi, tempeste e nuove rotte a cura di Alberto D’Atanasio / presso Galleria Arte Barbato, Scafati (Sa) / 2013

Nuove terre e nuovi mari a cura di Alberto D’Atanasio / presso Galleria Wikiarte, Bologna / 2013

Al di là della realtà del nostro tempo presso Centrum Sete Sóis Sete Luas, Frontignan, Francia / 2013

Il mistero dell’isola a cura di Alberto D’Atanasio / presso CERP/Centro Espositivo Rocca Paolina, Perugia / 2012

Paestum Arte 2012 (organizzata dall’Associazione culturale G. Verdi) / Paestum (Sa) / 2012

Di aria, di acqua di terra, di fuoco, sono le sostanze dei sogni / presso Civica Galleria d’Arte moderna “Giuseppe Sciortino”, Monreale (Pa) / 2012


Il mistero dell’isola a cura di Alberto D’Atanasio e Ugo Vuoso (organizzata dall’ Associazione Culturale Ischia Prospettiva Arte) / presso Complesso museale di Villa Arbusto, Ischia (Na) / 2012

Chiaro silente di luna a cura di Paolo Levi (organizzata da Falpa Promozione Arte) / presso Palazzo Marenco, Torino / 2012

Al di là della realtà del nostro tempo / presso Centrum Sete Sóis Sete Luas, Ponte de Sor, Portogallo / 2011

Il viaggio del giovane vecchio a cura di Alberto D’Atanasio (organizzata da Falpa Promozione Arte) / presso Magazzini del sale, Bucintoro, Venezia / 2011

Il viaggio del giovane vecchio (all’interno del Festival dei 2 Mondi) / a cura di Alberto D’Atanasio (organizzata da Falpa Promozione Arte) / Spoleto (Pg) / 2010

Magiche sospensioni a cura di Francesca Bogliolo (organizzata da Falpa Promozione Arte) / presso Palazzo Oddo, Albenga (Sv) / 2009

Mare di parole / presso San Gregorio Art Gallery, Venezia / 2009

Entriamo nel sogno a cura di Giancarlo Desimine / presso Galleria Arte è Kaos, Alassio (Sv) / 2008

Last Work a cura di Chiara Giustini (organizzata da Galleria del Palazzo Coveri) / presso Hotel Bernini Palace, Firenze / 2008

La metafisica dei colori / presso La Galleria del Palazzo Coveri, Firenze / 2007

---

Mostre collettive

Sogni senza confini tra sacro e profano a cura di Angelo Criscuoli e Nello Arionte
presso Complesso Monumentale di San Severo al Pendino, Napoli / 2019

Rinascenza. Un risveglio per l’anima (all’interno della collettiva “Risvegli”) / presso Museo civico di Palazzo della Penna, Perugia (organizzata da Michela Lupi e Antonello Turchetti / in collaborazione con 7ettanta6ei Art, Milano) / 2019

Des Italiens à Paris / presso Galerie Menouar, Parigi / 2018

Shamal soffia su Torino / presso Polo del ‘900, Torino / 2018

Gli spazi dell’onirico / presso Museo del Castello di Castelmola (Me) / 2017

Il tempo sospeso / Paestum Arte 2017 presso Palazzo De Maria, Paestum, (Sa) / 2017

Binario 18 #stayhumanart a cura di Roberta Di Chiara / presso Museo Civico Palazzo della Penna, Perugia / 2017

Confini / presso Palazzo da Mosto, Reggio Emilia / 2017

Dalla terra del Mito / presso Galleria Callas, Bremen, Germania / 2017

Assonanze. L’Arte non fa che ricominciare
Mostra in ricorrenza dei 140 anni dalla nascita di Constantin Brâncuși
in collaborazione con il Direttore generale Dott. Pierluigi Luise e la Galleria DogmaArt
presso Museo di Storia e Archeologia Muzeul Județean Gorj „Alexandru Ștefulescu”, Târgu-Jiu, Romania / 2016

Growing a cura di Federica Petricca e Mirabilia Arte e Cultura / presso M Contemporary Art Gallery, Reggio Emilia / 2016

Itinerari nel labirinto del mito - De Chirico, Gerico, Palumbo - a cura di Stefania Bison
presso Palazzo Visconteo, Voghera (Pv) / 2014

I viaggiatori del tempo / presso Chiesa di San Martino, Chioggia (Ve) / 2013

La città dell’anima. Il disebocchio a cura di Alberto D’Atanasio - presso Locali espositivi Ex Monte di Pietà, Spoleto (Pg) / 2013

La città dell’anima. Il disebocchio a cura di Alberto D’Atanasio e Arturo Bettoni / presso Museo di Santa Giulia, Brescia / 2012

Il cerchio e il circo a cura di Alberto D’Atanasio / presso Chiostro di S.Caterina, Finalborgo, Finale Ligure (Sv) / 2011

54a Biennale di Venezia. Esposizione Internazionale d’Arte, Padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi
presso: Palazzo delle Esposizioni, Sala Nervi, Torino - Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino / 2011

Art Basel Miami partecipazione con Art Events / Miami, Florida, Usa / 2010

Il volto, incarnazione del sogno a cura di Nicola Davide Angerame / presso Ex Chiesa Anglicana, Alassio (Sv) / 2008

Bellissima / Mostra in omaggio a Luchino Visconti a cura di Ciro Prota (Presidente Associazione Ischia Prospettiva Arte) presso Maschio Angioino, Napoli / 2008

La nave dei folli a cura di Domenico Montaldo (organizzata da Falpa Promozione Arte) / presso Museo della Basilica di Clusone, Clusone (Bg) / 2007

Omaggio a Luchino Visconti (organizzata da Galleria del Palazzo Coveri e dall’Associazione Culturale Ischia Prospettiva Arte) / presso Palazzo di Parte Guelfa e Galleria del Palazzo Coveri, Firenze / 2006

Rassegna d’Arte Contemporanea (organizzata da Associazione Culturale Ischia Prospettiva Arte) / presso Villa La Colombaia, Ischia (Na) / 2004 e 2005
 
 
 
 

Le opere

 
 

 

 
 
 
iStock-485978959
 

 

Giordano Floreancig

 
 
 
 
Giordano Floreancig nasce i1 25 ottobre 1954 a Udine, dove vive e lavora. Autodidatta, si avvicina alla pittura nel 1976, anno in cui il Friuli vive la tragica esperienza del terremoto.

Solo nel 2000 la sua opera viene presentata al pubblico, quando - a sua insaputa - la figlia Valentina invia un quadro a un concorso nazionale dove ottiene un primo premio della sezione pittura. Alla premiazione l'artista dichiara: "All'asilo dipingevo meglio". Nello stesso anno vince un altro primo premio a CastelfrancoVeneto, con questa motivazione addotta dal critico d'arte Pier Duilio Pizzolon: "Artista estremo nella forma e nella sostanza, nel colore, nella materia, nel a, nell'ironia, nell'amore negato alla trascendenza, ma negato altresì all'apparenza, depredato e denudato dalla normalità, immerso nell'archetipo primitivo che non ha dialogo, ma solo monologo, tuttavia questa sua iconicità, carica di sentimenti profondi inespressi, vibra di messaggi forti tonitruanti capaci di scuotere l'universo. La sua pittura di neri totali, senza luce, con la sua opacità sprizza incomunicabilità
e silenzi cupi contrapposti a incarnati delicatissimi e teneri”.

Dopo numerosi altri premi cominciano le prime mostre, per lo più personali. 1 suoi volti dipinti a olio, molto pregnanti e vigorosi, esprimono la tragedia dell'esistenza attraverso
pennellate decise e impietose per la loro cruda verità. La realtà oggettiva diviene per lui un'apparenza, e un’energia esplosiva mista a disperazione dà vita alle sue opere più inquietanti. Conosciuto per i volti dei matti (che lui considera gli ultimi normali), con le prime mostre personali in regione ottiene un enorme successo di pubblico e di critica, e in breve tempo le istituzioni iniziano a organizzare importanti mostre come quelle al Palazzo Frangipane di Tarcento (Udine), al Palazzo della Regione a Trieste, alla sede del Friuli Venezia Giulia a Roma, nella chiesa di Santa Maria a Cividale e altre ancora.

Nel suo percorso artistico, Floreancig si volge anche al concettuale, realizzando installazioni e performance che conservano sempre un forte impatto emotivo. Nel 2009 brucia 147 quadri a olio ("Eutanasia 147 Artwork"), inscatolando in altrettanti barattoli le loro ceneri. L'opera gli vale l'invito al Padiglione Italia della 540 Biennale d'Arte di Venezia, quell'anno curato da Vittorio Sgarbi, assieme al quale l'artista brucia altri 150 quadri, inscatolandone sempre le ceneri. È legato da una grande amicizia con il maestro Giorgio Celiberti, suo vicino di studio, che a sua volta apprezza e stima Floreancig, come ha dichiarato in un'intervista rilasciata durante una mostra di quest'ultimo e riportata da un giornale locale: "Sono giunto alla mostra dopo un viaggio sotto fa pioggia e, affacciandomi all'ex convento di San Francesco, ho vissuto una sensazione nuova e affascinante, piena di emozioni. Un immaginario di volti nuovi e inaspettati mi ha dato un impatto nuovo, mai provato. Questo artista mi suscita una sensazione di profonda gratitudine all'arte, anche per come la mostra è stata strutturata e questo spazio è stato reinventato. Penso a tutto quello che Giordano ha coinvolto con il suo fervore, dinamismo e continue invenzioni dissacranti, piene di amore e di tutto! Mai banale. Vorrei non avere il tempo per analizzare, vorrei rimanere con la sensazione importante che ho in questo momento nel cuore".

Dal 2015 iniziano le mostre in Italia e all'estero. La sua pittura espressionistica viene così descritta da Paolo Levi: "Questi contorti asfittici volti, provenienti dal disperato mondo degli incazzati di Giordano Floreancig, sono visi surreali colti con concessione cromatica e materica, ora grassa e opaca, ora magra e traslucida. Con una punta di caustica ironia baconiana, l'artista storpia i suoi ritratti, rendendoli deformi. Nei quadri sconvolgenti che l'artista presenta agli allibiti fruitori, sono presenti quei gridi sulle ingiustizie del mondo e sulle tragedie dell'esistenza, a testimonianza della demonicità del nostro tempo. L'autore di certo non vuole raffigurare visi della realtà, ma gli archetipi espressivi dell'inquietante mostruosità dell'uomo di fronte ai mali della società contemporanea. Una denuncia, seppur impotente, attraverso personaggi sfigurati e inebetiti, cui il pittore pone un urlo immane e strozzato, per farci capire che è inutile nascondere il brutto della vita, che invece va segnalato".

L'artista ultimamente usa una tecnica molto materica, come si può leggere nella critica rilasciata da Vittorio Sgarbi durante una sua mostra: "I nuovi volti di Giordano Floreancig, molto materici, deformano la figura dandole quella tridimensionalità che ha una forza espressiva molto forte. Il pittore dipinge un quadro con i colori che vanno dove vogliono, ma delimitano il confine di un volto. È una tecnica che nel corso del Novecento in Inghilterra ha avuto i suoi migliori interpreti con Bacon e Auerbach, cioè quegli artisti che lavoravano sulla materia deformando il volto. Mentre li guardavo ho pensato proprio che Floreancig possa essersi ispirato a una corrente degli anni '80 e '90 del Novecento e che abbia una sua efficacia: sembrare una pittura senza forma e invece poi definire delle forme”.

I suoi lavori hanno una forza propria e una carica espressiva molto originale. Il prototipo, se così si può dire, deriva da Van Gogh. Nei suoi volti si nota la tragedia dell'esistenza. Le opere di Floreancig si trovano in diversi musei e in molte collezioni private, anche di personaggi del mondo dello spettacolo.


Mostre ed eventi più recenti:

Annus horribilis / Palazzo Frangipane, Tarcento (Udine) / 2009

Matti di Floreancig / Spazio Feltrinelli, Udine / 2009

Euthanasia of 147 Artworks (performance) / Buttrio (Udine), Venezia / 2009

Around / Palazzo della Regione FVG, Roma / 2009

Der Verruckete Casinò / Velden - Austria / 2009

Der Verruckte Palast der Gemeinde / Klagenfurt - Austria / 2009

Fiera d'Arte Pordenone Fiere / Pordenone - Italy / 2009

Gli Ultimi... Normali / Parco di San Giovanni, Trieste / 2010

Legge 180 (performance) / Manicomio, Trieste / 2010

1+1=3 / Parco di Sant'Osvaldo, Udine / 2010

Sopra le Righe / Palazzo dello Sport, Vittorio Veneto (Treviso) / 2010

Follia e Dintorni / Art Galiery, Venezia / 2010

Fiera d'Arte Fiera di Cremona / Cremona / 2010

Diversamente Uguali / Galleria d'Arte Moderna, Conegliano (Treviso) / 2010

Lo Stato dell’Arte / 54a Biennale d’Arte di Venezia / 2010

Oltre la Re/a/gione / Palazzo della Regione FVG, Trieste / 2010

Stra... volti dalla Follia / Museo Civico Palazzo Elti, Gemona (Udine) / 2010

Imprudenze Villa Florio
/ Buttrio (Udine) Italy / 2010

Guardatemi in Faccia / Chiesa di San Francesco, Pordenone / 2014

Arte non Mente / Ex Manicomio, Udine / 2015

Dopo diché / Chiesa di Santa Maria dei Battuti, Cividale (Udine) / 2015

Animae Insania / Officine Adda, Roma / 2016

Gloria et Miseria / Palazzo Tordelli, Spoleto / 2016

Vivo nel Vostro Mondo / Palazzo Novello, Montichiari (Brescia) / 2016

Riposa in Pace (installazione) / Ex Manicomio, Udine / 2017

Follia ti Adoro / Showroom Stroili Stone, Wien (Austria) / 2017

Questo, quest’altro e viceversa / Sede Regionale FVG, Bruxelles Belgio / 2018

Ho mio Dio / 7ettanta6ei Gallery, Milano / 2018

I volti dell’anima / Kramer Krieg Galerie, Losanna Svizzera / 2018

Dentro, Fuori, oltre il tuo volto / Pont de Ferr, Milano / 2019

Wooow / Villa Brandolini, Pieve di Soligo, Treviso / 2019

Siamo qui per bellezza / Festival di Majano, Majano, Udine / 2019

Maledetta Felicità / 7ettanta6ei Gallery, Milano / 2019

Per il momento è tutto / Ocragialla Faber Gallery, Conegliano, Treviso / 2019


 
 
 
 

Le opere

 
 
 
 

 

 
 
 
iStock-485978959
 

 

MARCO TAMBURRO

 
 
 
 
Marco Tamburro Diplomatosi in Architettura e Arredamento presso l'Istituto d'Arte della sua città, nel 1994 si trasferisce a Milano e si iscrive al Corso di Scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Entrato in contatto con l'ambiente artistico milanese, inizia a collaborare con fotografi e scenografi come assistente. Scelta non casuale, dal momento che Marco Tamburro ha già matura­to un profondo interesse verso gli ampi spazi teatrali, dentro i quali immagina e dà forma a pannelli pittorici dalle dimensioni imponenti, lasciando a briglia sciolta la sua visionaria fantasia.

Tamburro resta affascinato soprattutto dalla pittura e dalla sua grande potenza espressiva. In un'epoca in cui ci si interroga su dove questa forma artistica stia andando, lui viene invaso da una potenza espressiva capace di tradurre semplici immagini in un mezzo comunicativo. Marco Tamburro riflette sulla specu­lazione e la versatilità della forma pittorica, in grado di interagire con altri linguaggi artistici quali il teatro, la fotografia, l'arre­damento, l'architettura e tutto ciò che occorre per realizzare un impianto scenografico. A Milano espone per la prima volta: le sue opere compaiono in gallerie e spazi alternativi del tessuto urbano, legati in primis agli ambienti della moda e del design.

Da sempre attratto da Roma per le innumerevoli bellezze artisti­che e la vita metropolitana frenetica, così diversa da quella milanese, Tamburro si trasferisce nella capitale. La sua passione per il teatro può qui nutrirsi copiosamente: l'artista collabora con diverse compagnie teatrali, si dedica a tempo pieno alla pittura, fonda un'associazione culturale che si occupa esclusivamente di arti visive e nel 1999 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma.

Al di là dei titoli di studio, Tamburro può completare davvero la sua formazione artistica nella città capitolina: qui infatti, immer­so nelle meraviglie artistiche e dai fermenti che permeano la città, può raggiungere una padronanza pittorica più matura e completa. Inseritosi nel giro di pochi anni nel jet set artistico romano, frequenta importanti critici e galleristi, espone in diverse gallerie e partecipa a numerose mostre collettive affiancando le sue opere a quelle di giovani artisti emergenti. Riceve svariati apprezzamenti e prestigiosi riconoscimenti per il suo lavoro.

L'ambiente culturale romano lo eleva ad artista impegnato. Grazie a una diversificata speculazione su uno stesso tema, Tamburro riflette profondamente sulla vita quotidiana, sulla coazione a ripetere, fino alla spersonalizzazione dell'essere umano che esiste ma non vive, inghiottito in una vorticosa esistenza cittadina frenetica, ma gelida, distaccata, che incessantemente olia un meccanismo alienante e alienato. Il tempo scorre a velocità tali da fargli perdere ogni valore.

In questo scenario la figura umana occupa solo un ruolo marginale nella sua pittura: è una presenza di contorno, un'ombra, uno spettro consumato dal tempo che insegue senza sosta le traiettorie infinite della città, attraversando lunghe strisce pedonali e salendo in alto a vertiginosi e monumentali grattacieli. L'uomo rimane inevitabilmente schiacciato e alienato da questo magma che è la metropoli odierna, simbolo della forza del potere ostile e aggressivo che lo sovrasta.

L'utilizzo dei ritagli fotografici, così prepotente nelle sue prime opere, si riduce progressivamente, la pittura diventa il mezzo espressivo preponderante. Estese campiture di bianco e nero, interrotte di quando in quando da accesi squarci di colore rosso, esprimono al meglio la trasfigurazione di quel "teatro di vita" che egli vuole rappresentare. Nei quadri di Tamburro la rappre­sentazione dell'umanità si trasfigura in un teatro simbolico che porta sulla scena esseri umani ridotti a tristi burattini manovrati da un infinito intrico di fili. E in mezzo a questi burattini, l'artista si inserisce a margine, impotente come il resto dell'umanità.

Il plauso e il consenso che riceve dal collezionismo e dal mercato dell'arte attira l'attenzione di gallerie e istituzioni pubbliche sempre più attratte dalla sua opera. Ben presto arrivano mostre di rilievo: Biennale di Venezia, Macro Roma, Castel dell'ovo Napoli, Palazzo Penna Perugia, Palazzo Medici Firenze, Palazzo Frisacco Udine. Emerge nel mercato straniero con esposizioni a Miami, New York, San Paolo del Brasile, Cina, Monaco di Baviera, Londra e Berlino.

Pubblicate dalle più importanti riviste d'arte italiane, le opere di questo artista hanno ricevuo il plauso di critici d'arte, letterati ed esponenti del mondo artistico come Renato Civello, Maurizio Sciaccaluga, Vito Riviello, Luca Beatrice, Enzo Santese, Barbara Martusciello, Floriano De Santis, Antonio Arevalo, Ennio Calabria, Gianluca Marziani e altri, i quali hanno definito la personalissi­ma opera di Marco Tamburro come efficace nel trasmettere il suo cinico messaggio: una rappresentazione puntuale che annulla le identità, sostanziando l'età contemporanea di alienanti spersonalizzazioni in favore di metallici tessuti urbani.


 
 
 
 

Le opere

 
 

 

 
 
 
iStock-485978959
 

 

LUCAMALEONTE

 
 
 
 
LUCAMALEONTE classe 1983, nasce a Roma dove vive e lavora. Laureato all'Istituto Centrale per il Restauro, approda al movimento della Street Art nel 2001. Appassionato studioso della storia dell'arte, la pratica del disegno e della pittura lo accompagnano sin da piccolo. I suoi primi lavori che compaiono per strada sono degli stickers homemade, semplici fogli di carta adesivi disegnati con dei pennarelli. I disegni però scomparivano per usura in un tempo inferiore rispetto a quello dedicato per realizzare i soggetti, comincia cosi a utilizzare le prime maschere e capisce che lo stencil è la tecnica migliore per poter produrre le sue opere. La sua costante attenzione al particolare e il suo interesse per le tecniche di stampa antiche, xilografia e incisione, determinano uno stile unico nelle sue produzioni di stencil, consentendogli di realizzare immagini con una resa quasi fotografica. Appassionato dagli antichi bestiari medievali e dalla botanica, comincia a campionare, tra i suoi libri collezionati nel tempo, immagini di animali e piante per realizzare graficamente le sue opere. Trae inspirazione dall'arte classica greca e romana, dall'arte etrusca e dai bestiari medievali e rinascimentali, ed è tra i pochi al mondo ad utilizzare mascherine e vernice per realizzare stencil multilivello molto elaborati e caratterizzati da una sovrapposizione di numerosi strati di colore. Per firmare i suoi muri e i suoi lavori usa molto spesso un icosaedro, regolare ma dalle molteplici sfaccettature, figura nella quale si riconosce. Molti dei suoi lavori vedono questa figura geometrica al centro delle sue opere dal quale si vanno a sviluppare figure animali o floreali verso gli esterni quasi sempre specchiate, delle vere e proprie esplosioni naturali.

Cross the street / Macro, Roma / 2017

Decades / Philopbiblon urban project - Guido Reni District, Roma / 2017

Biophilia / Superology, Roma / 2016

Future Vintage Festival / Padova / 2016

TCBF / Chicken Boccoli, Treviso / 2016

Art on Cascina / Cascina Chimera - Nero Gallery - Istituto Francese, Roma / 2015

Emergence Festival / Catania e Giardini Naxos / 2015

Madre Natura Morta / Macerata / 2015

Outdoor / Nufactory, Guido Reni District, Roma / 2015

The end is the beginning / Sacripante Gallery, Roma / 2014

Urban legends / Macro la Pelanda, Roma / 2014

Underdog / 999 Gallery, Roma / 2014

Collicola Onthewall / Palazzo Collicola, Spoleto / 2013

Memorie Urbane / Gaeta / 2013

Oversize 12 / Archivio Contemporaneo at Teatro Palladium, curated by Antonella di Lu110, Roma / 2012

Attack Festival / Foligno / September 2012

Mural Festival Italia-Brasil / Salvador, Brasil / May-June 2012

Casa dell’Architettura / Roma, Italy / 31 March 2012

Traffic Gallery / Handcut, Solo Show, Bergamo / 2010

Lumen / Complesso Monumentale di Santa Sofia, Salerno / 2010

Collective Wallpainting / Roma, Italy / 2010

Lucarnaleonte vs Sten e Lex / Studio Orizzonte, Roma / 2010

DDang Archivio storico / Bracciano, Roma / 2010



 
 
 
 

Le opere

 
 

 

 
 
 
iStock-485978959
 

 

Maurizio Orrico

 
 
 
 
Maurizio Orrico, nasce a Cosenza nel 1962. Dopo varie esperienze artistiche in Italia, e dopo frequenti viaggi negli Stati Uniti nei primi anni '90, realizza una personale nel prestigioso spazio di Leo Castelli a New York nel 1994. Contemporaneamente al lavoro di ricerca pittorica si occupa di fotografia analogica e digitale e di altri mezzi espressivi quali scultura, installazione e video art. Al momento i protagonisti di questo percorso artistico sono gli animali: pecore, mucche e maiali.

Come cita il critico Italo Zannier, docente di storia della fotografia all’Università di Venezia:
« … Quella degli animali è come l’immagine della guerra, dove il sangue non ha odore né temperatura, e persino il suo colore è “diverso”, in quanto puro pigmento o pura luce.
La “raccolta” di Orrico non è neppure un “catalogo” di animali o una illustrazione della loro dinamica fisica, come nella sperimentazione esplorata cronofotograficamente dai Marey, Muybridge, Ann Schultz negli ultimi decenni dell’Ottocento, con risultati tecnici che allora sbalordivano.
Maurizio Orrico, semmai, vuole “sbalordire” in altro modo, cogliendo in sintesi i tratti fisionomici dell’animale, i loro sguardi interroganti, specialmente di buoi, pecore, maiali; animali che Orrico riesce persino ad antropizzare, e in una certa misura ad umanizzare. Orrico, infine, cerca amorosamente di scoprire forme nuove implicite in quegli animali, servendosi delle possibilità di selezione e quindi di visualizzazione grafica concessa dalla tecnologia digitale e dal computer, in un tentativo ovviamente anche pittoricistico, di esaltazione del colore, e infine di straniamento, ossia di liberazione dalla tradizione oggettiva della fotografia, intesa come fac simile. »

Maurizio Orrico è tra i fondatori e membro del PSL, Pluri Sensorial Laboratory, un laboratorio work in progress che si occupa di tecniche agevolanti la riduzione di anomalie percettive.
Questo laboratorio inizia attraverso una ricognizione sistematica del “concetto sensoriale”: un concetto limitativo per i portatori di sensi. Il laboratorio PSL, indaga e apre la ricerca attraverso un lavoro continuo sulle “tecniche di rappresentazione”, definite come ampliamento del quadro o dello spettro sensoriale. La rappresentazione e la costruzione della galleria tattile, vuole semplicemente ricordare, anche, il contributo di artisti come Degas, Munch, Monet, M. Farrel, Meyron e Silvestro Lega, a loro modo tutti diversamente abili.
Attualmente vive e lavora tra la città natale, Milano e New York.




 
 
 
 

Le opere

 
 

 

 
 
 
iStock-485978959
 

 

MARCO BETTINI

 
 
 
 
Marco Bettini romano, classe 1972. Stilista dell’ironia, creativo, curioso, artista pop. Poco più che ventenne inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo e, dopo essere cresciuto a scalette e copioni, a 40 anni si appassiona a una diversa forma d’arte, dove più della parola può il colore, più del movimento l’interpretazione immutabile di un’idea, più della scenografia, l’impatto del colore e la matericità dell’opera. Ispirato dai maestri della Pop-Art reinterpreta icone e simboli del nostro tempo in chiave ironica e contemporanea. Già dagli esordi le sue opere vengono apprezzate da personaggi dello spettacolo e della cultura italiana, come testimoniano vari articoli su Dagospia, Vanity Fair, il Messaggero, il Tempo e altri quotidiani nazionali. Dal 2014 è partner artistico di Mini e Bmw Roma che ospitano alcune sue opere negli showroom di Roma Centro. Nel 2015 in occasione della personale Mini Pop Art, personalizza con una sua opera una Mini Cooper. Nel 2018 realizza un’opera per la copertina dell’album di Giorgia dal titolo Pop Heart.

Ad oggi tra le sue mostre si annoverano:

Art For Africa / Micro Arti Visive - Collettiva / 2017

Trenta3 Speaking In Vinyl / Rosso27 Arte Contemporanea - Collettiva / 2017

Msking Money Is Art / Micro Arti Visive - Personale / 2016

Selezione Biennale di Roma / Scuderie Estensi – Collettiva / 2016

Neo-Pop / Hotel Oxford – Collettiva / 2016

No Regrets / Micro Arti Visive – Collettiva / 2016

Contemporary / La.Vi. – Collettiva / 2016

Pop Art Is Alive / Micro Arti Visive – Collettiva / 2015

Mini Pop Art / Mini Roma – Personale / 2015

Legendary / Hotel Adriano – Collettiva / 2015

Dinamismi / Axel – Collettiva / 2014

The Artist / Coronari 111 Art Gallery – Collettiva / 2014

Out Of The Box / Coronari 111 Art Gallery – Personale / 2014

Fermentazioni / Officine Farneto – Collettiva / 2013
 
 
 
 

Le opere